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Resistenze 2018. Purgatori chiude il Festival tra gli applausi

cs giorno1Circa tremila presenze e un grande coinvolgimento dei quartieri: grande la soddisfazione degli organizzatori

Gli applausi all'intervento di Andrea Purgatori sul caso Moro hanno chiuso una edizione di successo del Festival delle Resistenze Contemporanee che, come mai prima, ha saputo coinvolgere realtà esterne nella costruzione del programma, rispondendo così alle esigenze del territorio. L'appuntamento con il Festival è per settembre in piazza Cesare Battisti a Trento.

Sceglie una inedita prossimità con il pubblico l'ultimo ospite del Festival delle Resistenze Contemporanee, Andrea Purgatori, giornalista, scrittore e sceneggiatore. Decide di parlare davanti alla platea, senza salire sul palco di piazza Matteotti invitando gli spettatori al dialogo e ottenendo un'attenzione altissima per la sua rilettura del caso Moro, un mistero italiano ancora privo di una interpretazione univoca.
Purgatori descrive Aldo Moro, racconta un pezzo di storia dell'Italia, spiegando come questo episodio ancora fumoso rappresenti un tassello dell'identità del Paese. Ma non solo: attualizza il tema del terrorismo, con un salto temporale di quarant'anni, dagli “anni di piombo” ai giorni nostri: «Moro era un uomo che aveva una visione non solo europea del nostro Paese, ma anche mediterranea. Aveva capito cosa sarebbe accaduto e con una lungimiranza non comune ha iniziato a stringere accordi con i principali stati affacciati sul Mediterraneo. Poi è stato rapito e i partiti che lui stesso voleva far dialogare si uniscono: viene votato un governo Andreotti con il supporto esterno del Pci. Un risultato del quale nemmeno Moro aveva la certezza. I due partiti decidono per la “linea della fermezza”, ovvero niente dialogo con i terroristi. Ma perché? L'Italia è uno stato che sempre ha trattato con i terroristi, nella convinzione che una sola vita umana vale ben più delle questioni di principio. Sono certo che l'intelligence italiana abbia preservato il nostro Paese anche da attacchi di terrorismo internazionale negli ultimi anni, durante i quali in Europa è successo di tutto. In Italia non solo non ci sono stati grandi attentati, ma non abbiamo nemmeno avuto isolati episodi poi rivendicati. Sono convinto che siamo stati preservati da attacchi perché per molto tempo siamo stati porta d'Europa aperta ai migranti. Non è certo un caso che nel momento in cui si sceglie una linea più dura su questo tema, lo stesso ministro Minniti affermi che l'Italia vive in questo periodo un altissimo rischio di terrorismo».
Tra narrazione storica e interpretazione della contemporaneità, Andrea Purgatori riceve un grande applauso dal pubblico, concludendo l'ottava edizione bolzanina del Festival delle Resistenze Contemporanee.

Un'edizione che ha contato complessivamente più di tremila persone partecipanti, che ha saputo coinvolgere in modo più forte rispetto agli scorsi anni i quartieri Europa-Novacella e Don Bosco, facendo del tema dell'anno – Fuori dal centro. Il futuro da altri punti di vista – non solo il contenuto di conferenze e dibattiti ma una vera e propria identità del festival: «Credo che la soddisfazione più grande – afferma Daniel Benelli, coordinatore della Piattaforma delle Resistenze – sia stata la conferma che il coinvolgimento dal basso di associazioni, gruppi, realtà attive sul territorio, nella costruzione del programma abbia funzionato. Non vogliamo che il tendone che una volta all'anno arriva in piazza Matteotti in occasione del Festival sia vissuto dal quartiere come un'astronave che impone contenuti. Il desiderio, che sentiamo di aver avverato, era proprio di realizzare un festival capace di rispondere alle esigenze del luogo in cui è nato e cresciuto.
E questo conferma che il lavoro che tutto l'anno svolge la Piattaforma è un concreto e funzionale lavoro di attivazione culturale dal basso».

Soddisfazione anche da parte di Christian Tommasini, assessore alla cultura italiana della Provincia autonoma di Bolzano: «Un bilancio molto positivo – dice –. Abbiamo avuto momenti di festa, momenti di discussione e ci lasciamo con tre parole. La prima è “passione”, quella delle persone che hanno partecipato; l'“impegno” delle associazioni, dei volontari e di tutte le filiere che qui si sono ritrovate a conclusione dei vari progetti  e infine la “consapevolezza” di essere una comunità ricca e vivace che ha bisogno di ritrovarsi e stare insieme come qui in piazza Matteotti».

L'appuntamento con il prossimo Festival delle Resistenze è a Trento, tra il 14 e il 16 settembre. È possibile anche in questa occasione per realtà associative e gruppi informali del territorio presentare idee per il programma. Il bando, in scadenza il 31 maggio prossimo, si trova qui.

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